Il libero accesso del Web in Europa ha le ore contate?

2 novembre 2009 alle 9:24 pm | Pubblicato su ammazza-blog, ammazzablog, ammazzablogger, Notizie, salva-i-blog | 13 commenti
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Il Pacchetto Telecom(unicazioni), di cui avevamo dato notizia alcune settimane fa, prosegue purtroppo il proprio cammino rischiando di limitare il libero accesso al Web in tutta Europa!

Come riportato da Il Fatto Quotidiano l’1 Novembre 2009, giovedì prossimo è prevista  la riunione dei delegati parlamentari con i rappresentanti del Consiglio: se ci sarà accordo sul testo senza i diritti fondamentali, la frittata sarà fatta!

Riportiamo il testo dell’articolo:

I grandi fratelli che minacciano la Rete
Nuove regole europee limiteranno il libero accesso del web

di Andrea Cairola – Un giorno il vostro provider Internet potrebbe impedirvi di consultare il vostro blog preferito, o di usare software di telefonia via Internet come Skype. O immaginate che vi notifichino che non potete più accedere alla Rete, come rimanere senza patente dopo una serie di violazioni del codice della strada. È quello che potrebbe capitare a breve se il “Pacchetto telecom” sarà approvato dall’Ue così come di recente modificato su pressione della potente lobby delle compagnie telefoniche. Il Pacchetto è l’insieme di regolamenti sull’industria europea delle telecomunicazioni e dell’accesso a Internet via Adsl e rete mobile, che secondo gli attivisti sarà la Caporetto della libertà della Rete, almeno così come l’abbiamo conosciuta. I principi in ballo sono due e interrelati: la neutralità della Rete e il diritto diaccesso a Internet. La “Net Neutrality” è la neutralità dell’infrastruttura rispetto ai contenuti che vi transitano. Significa accesso allo stesso Internet per tutti gli utenti: i provider e gli altri operatori della Rete non possono discriminare sui contenuti o interferire con la navigazione degli internauti, così come al telefono non c’è un filtro su quello che si può dire.

Oggi in Italia un internauta può accedere con uguale facilità al sito del grande media mainstream, così come alle pagine del blogger semisconosciuto. Nel futuro un fornitore non neutrale potrebbe invece, per ragioni commerciali (o altre convenienze, per esempio politiche), velocizzare l’accesso ai siti “amici” e rallentare l’accesso a quelli non graditi. E nell’era dell’Internet multimediale e della banda larga, rallentare equivale a filtrare e oscurare. Se non c’è neutralità della rete, un Internet a due velocità sarebbe come un’autostrada dove le macchine di un certo costruttore che ha pagato viaggino ai 130 nella corsia di sorpasso mentre tutti gli altri debbano rimanere nella prima corsia ai 50 all’ora. Altro principio in ballo è l’accesso a Internet, da considerarsi un diritto fondamentale così come il diritto all’informazione in generale. Provvedimenti (come la legge Hadopi in Francia) che vietino l’accesso a chi ha commesso violazioni, sarebbero come dire a chi ha fotocopiato illegalmente un libro protetto da copyright che non può più usare le mani per sei mesi. Decisioni ancora più discutibili se imposte senza l’intervento di un giudice. Torniamo all’elaborazione a Bruxelles del “Pacchetto telecom”, ormai alle battute finali dopo oltre due anni di accese discussioni.

Il “Pacchetto telecom” è stato modellato sotto le pressioni della lobby delle compagnie telefoniche

La prima bozza è stata preparata dalla Commissione europea e, secondo gli attivisti pro libertà della Rete, risentiva chiaramente della pressione delle lobby delle compagnie telefoniche e non faceva riferimento ai principi fondamentali della neutralità della rete e dell’accesso a Internet. A questo punto, nel tortuoso meccanismo delle decisioni Ue, è intervenuto il Parlamento europeo che la scorsa primavera ha votato a stragrande maggioranza (88 per cento) per l’inclusione di una modifica al testo che riconoscerebbe le libertà fondamentali anche su Internet. Ma il Parlamento europeo conta poco: ai rappresentanti del Parlamento tocca poi difendere l’emendamento con il Consiglio (ovvero i governi dell’Ue). E la settimana scorsa il testo che tutelava le libertà fondamentali degli internauti è saltato durante le trattative. Nel blog Scambioetico.org Paolo Brini denuncia:“l’istituzione di una giustizia” parallela indipendente dalla magistratura” che colpirebbe i cittadini “sulla base di semplici sospetti”. Brini spiega che giovedì prossimo è prevista la riunione dei delegati parlamentari con i rappresentanti del Consiglio: se ci sarà accordo sul testo senza i diritti fondamentali la frittata sarà fatta.

Reporter senza frontiere definisce come “incomprensibile” il comportamento delle istituzioni europee. Negli Usa la questione della neutralità della Rete era esplosa nel 2006 quando i fornitori di Internet cercarono di farsi assimilare a chi offre la tv via cavo. Migliaia di cittadini-internauti del movimento “Salvare Internet” protestarono a Washington davanti al Congresso. Dopo anni di battaglie tra la lobby degli Internet provider e i rappresentanti dei fornitori dei contenuti e dei cittadini, il principio di neutralità della rete è ora una bozza di legge che si prevede sarà approvata a breve.

Francesco D’Ambrosio
per il Movimento Salva i Blog

13 commenti »

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  1. VERGOGNA!!!!!!

  2. Interessante

  3. fate circolare, al momento quasi nessuno ha riportato la notizia. Se avete aggiornamenti su questo Consiglio europeo vi prego di postarli!

  4. Farò di tutto per rendere noto.

  5. lo farò circolare, ma resta il fatto che dobbiamo cominciare a farci sentire

  6. gli interessi di pochi non possono violare la libertà della maggioranza dei popoli.

  7. Purtroppo il paragone in incipit dell’articolo del giornalista non è esatto… Cito testualmente:

    “immaginate che vi notifichino che non potete più accedere alla Rete, come rimanere senza patente dopo una serie di violazioni del codice della strada.”

    Ecco a mio pare il nodo è proprio qui: si da per cntato che la rete sia in qualche modo un’autostrada, mentre non vi è mai stato paragone più sbagliato: in realtà la navigazione nel cyberspazio equivale ne più ne meno allo stare al mondo. Punto. Che questo avvenga in auto, a piedi o in bicicletta questo non dovrebbe avere nessuna differenza.

    Mi spiego meglio: non trovate che, come per strada andate in giro con il vostro documento personale (e non vi siete ai sognati di lasciarlo a casa, giusto???), in rete non dobbiate essere anchelì identificati?

    Riflettete.

    Cordialmente,

    Andrea Manfredini

  8. Condiviso subito. Anche se effettivamene il commento di Andrea ha un suo perchè..

  9. Tra c.ca un mese sarà pienamente operativo il Trattato di Lisbona. Ieri è stato definitivamente Approvato col voto dell’ultimo paese. Il parlamento europeo non conta niente. la costituzione europea (camuffata col nome trattato perchè se no glielo bocciavano per l’ennesima volta)sovrasta le singole costituzioni nazionali. Cosa prevedete?😦

  10. il popolo è coglione accetterà passivamente, “è narcotizzato” di televisione e di pubblicità dove crede di vedere benessere e non si accorge che gli stanno togliendo pure quella poca libertà che gli era rimasta.

  11. Free Bloggers I already posted on myspace I DO NOT WANT to either be the NXT SHI TAO

  12. Non possiamo subire. Dobbiamo trovare la via per difendere i nostri diritti. Come? Potremmo scendere in piazza, o sommerrgere la Presidenza della Repubblica di telegrammi con VOGLIAMO IL DIRITTO DI PARLARCI, rifiutarci TUTTI di pagare il canone RAI, scrivere alle AZIENDE CHE FANNO PUBBLICITA’ SUI CANALI MEDIASET E RAI CHE NON COMPREREMO PIU’ I LORO PRODOTTI FINCHE’ NON SI DICHIARERANNO PER LA LIBERA RETE. Milgliaia di messaggi, anzi milioni……..

  13. lobbby maledettti bastardi


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