3 Dic.

3 Dicembre 2008

Partecipa con noi all’invio collettivo di una lettera aperta con destinatari Valentina Aprea, Presidente della Commissione Cultura VII, e Ricardo Franco Levi ideatore e promotore la proposta di legge 1269 di Ricardo Franco Levi.

Di seguito trovi il link con tutti gli indirizzi eMail dei 2 destinatari, con le 2 lettere da inserire nel testo della mail, una per la Aprea e l’altra per Levi.

Firmati alla fine con nome, cognome e indirizzo del sito (se ne hai uno)
in automatico 
si aprirà il programma di posta con tutti gli indirizzi già inseriti.

Seguono i testi delle due lettere da inviare, una per ogni destinatario.

Lettera aperta a Valentina Aprea – aprea_v@camera.it (link automatico)
Presidente della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati

Onorevole Presidente,

sono un cittadino italiano preoccupato per il Progetto di legge n.1269 d’iniziativa del deputato Levi [1] denominato “Nuova disciplina del settore dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico delle disposizioni legislative in materia di editoria”, attualmente assegnato alla Sua Commissione[2]

Come esperti giuristi[3] e autorevoli giornalisti[4] hanno evidenziato nei loro scritti, il progetto di legge in questa prima stesura è quanto meno ambiguo e poco chiaro, quando non proprio potenzialmente pericoloso per le possibili interpretazioni a cui potrebbe essere soggetto.

Già l’onorevole Giuseppe Giulietti, membro della Sua stessa Commissione, ed il senatore Vincenzo Vita, vice presidente della Commissione Cultura del Senato, si sono espressi negativamente in una recente intervista [5], così come un altro membro della VII Commissione Cultura, l’on. Murgia, sul suo blog ha evidenziato quanto meno forti perplessità [6]. 

Su Internet sono già partite iniziative a supporto della richiesta di fermare questo Progetto di Legge: il gruppo di Facebook “Salva i Blog! Contro il DDL anti-Blog presente alla Camera (DdL C. 1269)” [7], che conta ormai oltre 23.000 iscritti, ha iniziato un invio di mail alle commissioni interessate al progetto di legge [8], oltre ad altre iniziative che si estenderanno per tutto il mese di dicembre ed oltre, se necessario; il blog di Beppe Grillo ha lanciato la campagna “Free Blogger” [9] che conta già migliaia di sostenitori; sono partite le raccolte firme [10][11] per due petizioni di iniziativa popolare che insieme hanno già superato le 15.000 firme.

Nonostante l’on.Levi abbia preannunciato in un comunicato stampa [12] l’intenzione di prendere una pausa di riflessione cancellando il “breve capitolo su Internet” per “discutere insieme se e come riempire quel vuoto” prima di offrire alla discussione parlamentare un testo definitivo, l’impianto del progetto di legge, come ribadisce lo stesso on.Levi nel medesimo comunicato quando afferma “considero il progetto di legge che ho depositato alla Camera una base preziosa per un confronto nel Parlamento e con gli operatori”, resta comunque potenzialmente rischioso per la libertà di espressione, sancita dall’art.21 della Costituzione, perchè
A. ancora una volta, è chiara la volontà di interagire unicamente con i poteri forti, politici e soprattutto economici, a scapito, come sempre!, dei semplici cittadini;
B. non cambia la sostanza del problema, che resta nella definizione di “prodotto editoriale” (art.2), rafforzato dall’art. 6 (“Esercizio dell’attività editoriale”) che al comma1 recita “L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative”;
C. L’articolo 8 poi è il più controverso:
(Attività editoriale sulla rete internet).
1. L’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
2. Per le attività editoriali svolte sulla rete internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.
3. Sono esclusi dall’obbligo dell’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un’organizzazione imprenditoriale del lavoro.

La questione è quantomai complessa e ci avvaliamo dell’approfondimento di Luca Spinelli(13):
chiunque correda le proprie pubblicazioni con banner, promozioni, o anche annunci di Google AdSense, sia secondo il Codice Civile[14] sia secondo la comune interpretazione dell’Agenzia delle Entrate[15], fa attività di impresa. […]
Il ragionamento è semplice. L’apposizione di banner è un’attività pubblicitaria continuativa che genera introiti; una prestazione continuativa è un’attività di impresa; chi fa impresa grazie alle proprie pubblicazioni deve registrarsi al ROC; chi è registrato al ROC può incorrere nei reati di stampa. Chi invece è in questa situazione e non si registra al ROC, può essere denunciato per stampa clandestina[16] (ricordiamo un caso recente[17]).
Per quanto in nostra conoscenza, manca ancora un pronunciamento strettamente ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (interpello[18]) se l’uso di qualche banner rientri nelle attività dell’impresa (ma l’orientamento è piuttosto chiaro: banner = attività lucrosa continuativa; attività lucrosa continuativa = impresa).
Per questa ragione, se il progetto di Legge venisse approvato come è ora proposto, saremmo nel migliore dei casi di fronte ad una legge passibile di più interpretazioni e quindi potenzialmente molto pericolosa.

4. è ancora troppo fresco il ricordo di una ingiusta condanna allo storico/blogger Carlo Ruta per violazione dell’art. 16 della legge 47 del 1948 (reato di stampa clandestina) grazie ad una interpretazione in senso estensivo che di fatto ha equiparato la carta stampata ad un blog su Internet; siamo così sicuri che le ambiguità, le zone grigie, le “amnesie” del progetto di legge C.1269 domani non si dimostri un’arma in mano ai censori d’Italia?

La cosa più preoccupante è che in un progetto di legge riguardante l’editoria in senso lato composto da 33 articoli, soltanto uno, l’art.8, riguarda direttamente la Rete Internet, ed un altro, l’art.2, la include indirettamente come uno tra i diversi mezzi di diffusione del “prodotto editoriale”; questo dovrebbe rendere oltremodo evidente che tale disegno di legge è del tutto inadeguato ed assolutamente non rispondente alle logiche della comunicazione e dell’informazione nell’era della nuove tecnologie.

Facendo quindi mie le osservazioni di Alessandro Bottoni[19], porgo a Lei la seguente domanda: ma che bisogno c’e’ di una simile legge? Forse il legislatore dovrebbe prima approfondire cosa siano i blog[20] o, ancor più in generale, cosa sia, e come funzioni, la Rete Internet.

Ho voluto dunque rivolgermi a Lei con questa lettera aperta certo che saprà cogliere le istanze dei cittadini della Rete e della società civile tutta e proporre alla Sua Commissione le opportune modifiche al progetto di legge.

Con ogni osservanza,
[firma]
[url del blog personale]

NOTE
[1] http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0014370
[2] http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=1269
[3] http://www.minotti.net/2008/11/09/play-it-again-levi/
[4] http://lucaspinelli.com/?p=225
[5] http://www.articolo21.info/7679/notizia/nessuno-tocchi-la-liberta-dei-blogger.html
[6] http://www.brunomurgia.it/2008/11/13/un-po-di-chiarezza-sul-ddl-ammazza-blog/
[7] http://www.facebook.com/group.php?gid=32540852267 a cura di Francesco D’Ambrosio
[8] https://ammazzablog.wordpress.com/2008/11/17/in-azione-invio-mail-alle-commissioni-parlamentari-i-ii-v-vi-18-novembre/
[9] http://www.beppegrillo.it/iniziative/freeblogger/?s=user
[10] http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html
[11] http://firmiamo.it/noallaleggeantiblog
[12] http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=64784
[13] http://punto-informatico.it/2468674/PI/News/camera-manda-avanti-ddl-anti-blog.aspx
[14] http://it.wikisource.org/wiki/Codice_Civile_-_Libro_Quinto/Titolo_II#Art._2082_Imprenditore
[15] http://www.businessonline.it/4/E-business/578/Sito_web_e_deducibilit%E0_dei_costi_(Seconda_Parte).html
[16] http://www.interlex.it/testi/l48_47.htm#16
[17] http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&ID_articolo=741&ID_sezione=3&sezione=
[18] http://www.agenziaentrate.gov.it/ilwwcm/connect/Nsi/Documentazione/Interpello/
[19] http://punto-informatico.it/2485469/PI/Commenti/ma-che-bisogno-leggi-antisalva-blog.aspx
[20] http://alessandrobottoni.wordpress.com/2008/11/21/cose-un-blog/

 

Lettera aperta per Ricardo Franco Levi – levi_r@camera.it (link automatico)
Proponente del Progetto di legge n.1269

Onorevole Levi,
sono un cittadino italiano preoccupato per il suo Progetto di legge n.1269 [1] denominato “Nuova disciplina del settore dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico delle disposizioni legislative in materia di editoria”, attualmente assegnato alla VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati[2].

Come esperti giuristi[3] e autorevoli giornalisti[4] hanno evidenziato nei loro scritti, il progetto di legge in questa prima stesura è quanto meno ambiguo e poco chiaro, quando non proprio potenzialmente pericoloso per le possibili interpretazioni a cui potrebbe essere soggetto.

Alcuni suoi colleghi, come l’onorevole Giuseppe Giulietti, membro della Sua stessa Commissione, ed il senatore Vincenzo Vita, vice presidente della Commissione Cultura del Senato, si sono espressi negativamente in una recente intervista [5], così come l’on. Murgia sul suo blog dove ha evidenziato quanto meno forti perplessità[6]. 

Su Internet sono già partite iniziative a supporto della richiesta di fermare questo Progetto di Legge: il gruppo di Facebook “Salva i Blog! Contro il DDL anti-Blog presente alla Camera (DdL C. 1269)” [7], che conta ormai oltre 23.000 iscritti, ha iniziato un invio di mail alle commissioni interessate al progetto di legge [8], oltre ad altre iniziative che si estenderanno per tutto il mese di dicembre ed oltre, se necessario; il blog di Beppe Grillo ha lanciato la campagna “Free Blogger”[9] che conta già migliaia di sostenitori, così come l’on.Di Pietro dal suo blog [10]; sono partite le raccolte firme [11][12] per due petizioni di iniziativa popolare che insieme hanno già superato le 15.000 firme.

Nonostante Lei abbia preannunciato in un comunicato stampa[13] l’intenzione di prendere una pausa di riflessione cancellando il “breve capitolo su Internet” per “discutere insieme se e come riempire quel vuoto” prima di offrire alla discussione parlamentare un testo definitivo, l’impianto del progetto di legge, come lei stesso afferma quando scrive “considero il progetto di legge che ho depositato alla Camera una base preziosa per un confronto nel Parlamento e con gli operatori”, resta comunque potenzialmente rischioso per la libertà di espressione, sancita dall’art.21 della Costituzione, perchè
1. ancora una volta, è chiara la volontà di interagire unicamente con i poteri forti, politici e soprattutto economici, a scapito, come sempre!, dei semplici cittadini;
2. non cambia la sostanza del problema, che resta nella definizione di “prodotto editoriale” (art.2), rafforzato dall’art. 6 (“Esercizio dell’attività editoriale”) che al comma1 recita “L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative”;
3. è ancora troppo fresco il ricordo di una ingiusta condanna allo storico/blogger Carlo Ruta per violazione dell’art. 16 della legge 47 del 1948 (reato di stampa clandestina) grazie ad una interpretazione in senso estensivo che di fatto ha equiparato la carta stampata ad un blog su Internet; siamo così sicuri che le ambiguità, le zone grigie, le “amnesie” del progetto di legge C.1269 domani non si dimostri un’arma in mano ai censori d’Italia?

La cosa più preoccupante è che in un progetto di legge riguardante l’editoria in senso lato composto da 33 articoli, soltanto uno, l’art.8 (proprio quello che lei vorrebbe cancellare), riguarda direttamente la Rete Internet, ed un altro, l’art.2, la include indirettamente come uno tra i diversi mezzi di diffusione del “prodotto editoriale”; questo dovrebbe rendere oltremodo evidente che tale disegno di legge è del tutto inadeguato ed assolutamente non rispondente alle logiche della comunicazione e dell’informazione nell’era della nuove tecnologie.

Facendo quindi mie le osservazioni di Alessandro Bottoni[14], porgo a Lei la seguente domanda: ma che bisogno c’e’ di una simile legge? Forse il legislatore dovrebbe prima approfondire cosa siano i blog[15] o, ancor più in generale, cosa sia, e come funzioni, la Rete Internet.

Ho voluto dunque rivolgermi a Lei con questa lettera aperta per esprimere la mia contrarietà al suo progetto chiedendole di rinunciare alla sua iniziativa e riconsiderare l’intero impianto del disegno di legge da lei proposto.

Con ogni osservanza,
[firma]
[url del blog personale]

NOTE
[1] http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0014370
[2] http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=1269
[3] http://www.minotti.net/2008/11/09/play-it-again-levi/
[4] http://lucaspinelli.com/?p=225
[5] http://www.articolo21.info/7679/notizia/nessuno-tocchi-la-liberta-dei-blogger.html
[6] http://www.brunomurgia.it/2008/11/13/un-po-di-chiarezza-sul-ddl-ammazza-blog/
[7] http://www.facebook.com/group.php?gid=32540852267 a cura di Francesco D’Ambrosio
[8] https://ammazzablog.wordpress.com/2008/11/17/in-azione-invio-mail-alle-commissioni-parlamentari-i-ii-v-vi-18-novembre/
[9] http://www.beppegrillo.it/iniziative/freeblogger/?s=user
[10] http://www.antoniodipietro.com/2008/11/no_allammazza_blog.html
[11] http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html
[12] http://firmiamo.it/noallaleggeantiblog
[13] http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=64784
[14] http://punto-informatico.it/2485469/PI/Commenti/ma-che-bisogno-leggi-antisalva-blog.aspx
[15] http://alessandrobottoni.wordpress.com/2008/11/21/cose-un-blog/

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7 commenti »

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  1. condivido pienamente tutte le oppurtune azioni a tulea della libertà d’ espressione sul web ,in cui pare non si distingua tra l’ opportunità del cittadinao che con l’ uso di un blog personale esprime il suo pensiero ed invece gruppi e catene editoriali milionarie e foraggiate dallo stato .

    La libertà d’ espressione è l’unico strumento di democrazia reale che ci rimane in un paese come questo ,segnato da un abnorme ed incredibile conflitto d’ interessi ..
    Polo Gastaldo

  2. inviate email a presidente commissione e proponente disegno di legge.

  3. Bene, meglio che sia tutto ok!

  4. Lettere inviate e domani oscuramento….Speriamo bene, Tony


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